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Preludio Satiresco




[12 commenti]

Preludio Satiresco

di Al Fahridi (© 2010)

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I. Parodo: parla il satiro.
Io stesso ho avuto la mia iniziazione, i miei orgia, ed ho conosciuto la notturna invasione del dio; per ciò invito voialtri a visitare il labirinto: esso sarà infatti aperto eccezionalmente alla curiosità di ognuno; per una volta sarà anch’esso democratico, quasi quanto il -discorso dimostrativo.
Si tratta dunque di una festa.

II.
Il vivente ha ragione del morto, per ovvie ragioni: principio di una cultura semibarbarica. Valga lo stesso all’inverso.*

III.
Saggezza dell’arte contemporanea.
Gli stati massimamente morbosi ricercati e sublimati in vista dello scolo.

IV. Economia superiore.
Costoro, non sanno quel che fanno - dunque è bene che lo facciano.

V. Sophia.
Pare che Talete, avendo appreso dagli Egizi la geometria, per primo inscrisse nel cerchio il triangolo rettangolo; poi sacrificò un bovino.

VI. Excelsus. La vita, e non solo quella organica ma l’intera esistenza - e l’esistenza è tutto - si riduce alla propria amplificazione.

VII.
Seppellire anche il terrore, e la vergona, del deserto. E dell'invano.

VIII.Saggezza della filosofia contemporanea.
Esisto, dunque -sono.

IX. Pensiero ciclico.
Baudelaire, l'eschileo.

X. Il poeta e il profano.
Il grande trionfatore di quest’epoca, il laureato - Tersite, il cattivo attore delle proprie bassezze. Ma a Tersite risponde Dante:
“si vergonino dunque, si vergognino quei coglioni che pensano, col loro solo dimenarsi, di poter giungere alla poesia. Chè costoro noi li sfottiamo manco fossero ciechi che vogliono distinguere i colori.”

XI. Psicologia dionisiaca.
Al grande dispendio segue la grande nausea.

XII Compimento.
La più raffinata, foemina, coscienza europea dice: “lo spettacolo è in virtù degli spettatori”.
L’altro invece: “lo spettacolo è, ed è quasi indifferente che vi siano spettatori - pare addirittura non ve ne siano mai stati.”

XIII. Esodo: parla il satiro.
Dioniso, dio dei greci, è il mistero stesso.
Ma io credo che egli sia piuttosto il mio dio.


*Il canto drammatico del satiro festante è un canto ebro, cavernoso; eppure una volta sobria mente l’ho sentito affermare: “in una prospettiva filologica, verità è assimilabile a fondamento; in una prospettiva politica essa è uno strumento malleabile, assimilabile talvolta al fondamento; in una prospettiva filosofica, verità è un anacronismo, un usteron proteron.” Destino arduo, quello del satiro, manco fosse un oracolo.




commento dell'autoreParte della raccolta di aforismi cui il testo "Viva la tecnica" fa da intro.